Il Milanese Imbruttito? Tre chiacchiere e due risate. Ecco chi è…

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Milanese_imbruttito

Ecco l’ufficio del Milanese Imbruttito…

Sono in tre. Hanno meno di trent’anni. E hanno creato una pagina Facebook che, ad oggi, è seguita da quasi 900mila persone. Lo hanno fatto senza grande consapevolezza, in una giornata uggiosa nel 2013, dopo aver preso una sbronza. Ora, sono Il Milanese Imbruttito. Come dire: uno e trino. Io sono andata a incontrarlo (o incontrarli?), nello spazio di co-working più imbruttito della città

Ed ecco cos’è venuto fuori…

Chi è veramente il milanese imbruttito?
“Tommaso, Marco e Federico. Che ora non c’è”.

E dov’è?
“Lui fa il sound designer. Perché ognuno di noi prima di essere milanese imbruttito era un’altra persona, con un’altra vita e un’altra attività”.

Ovvero?
“Tommaso era una sorta di fac totum, copy. Marchino lavorava in agenzia di comunicazione ed è l’anima grafica della questione e Federico il sound designer”.

Quando è cominciata l’avventura e come (per favore, non in un garage)…
“Mah, eravamo in un garage… No, scherzo: è iniziata il 7 marzo 2013, eravamo in ufficio in hangover dopo una serata ignorantissima. Pioggia, giornata di merda, pausa pranzo: in 30 minuti abbiamo fatto partire la pagina con il logo. Abbiamo invitato i nostri amici e pubblicato qualche post”.

Con che scopo?
“Nessuno. Divertirci e far ridere”.

Su quanto son sfigati i milanesi?
“Su quanto son stressati”.

Per questo imbruttito?
“Esatto, perché sono stressati. Si prendono male per qualunque cosa: il traffico, le mail, vita da ufficio, inglesismi a spropositi. Abbiamo deciso di mettere questa figura nero su bianco ed è nata la pagina”.

E?…
“Niente. I primi due giorni tutto tranquillo, pochi like. In un settimana 30mila like. In 40 giorni, 100mila. Non si capisce perché…”.

Quindi, il segreto del vostro successo?
“Non avere strategia. E poi aver identificato un protagonista generico: ovvero il milanese che abita a Milano. Non necessariamente di Milano, ma che ci abita”.

Anzi: talvolta è più milanese il non milanese?
“Assolutamente. Il non milanese è più in grado di cogliere le potenzialità del milanese imbruttito, perché ha un occhio più esterno. Tipo, uno che viene da fuori si domanda: perché a Milano si può parcheggiare ovunque e da dove vengo io, no?”.

Perché tu da dove vieni?
“Da Padova”.

E a Padova come si parcheggia?
“Non come qui, ti mettono la multa sicuro. La creatività che c’è a Milano non c’è in altre città”.

Ma sti milanesi non sono mica antipatici?
“Li abbiamo resi simpatici noi, raccontandoli in chiave ironica”.

Principali fonti d’ispirazione?
“Le persone che ci circondano. Milano, capitale d’Italia sotto molti punti di vista (se la ridono, ndr), fa sì che quello che accade qui non succeda nelle altre città d’Italia e, comicità alla Vanzina a parte, non c’è molto altro se non i milanesi stessi a cui ispirarsi”.

Che sono un po’ grotteschi…
“Sì, sono tragicomici, ma anche molto auto ironici”.

Davvero?
“Sì. Anche se noi pensiamo che il milanese milanese il like alla pagina non lo abbia mai messo. Visita la pagina e ghigna, ma se mette like quanto meno non lo dice”.

I tre nomi maschili e i tre femminili da veri imbruttiti?
“Tancredi, Amerigo e Gregorio. E poi: Matile (la Mati), Martina (la Marti) e Marta. Quindi: La Mati, La Marti e La Marta (ridono di gusto, sempre ndr).

E i tre posti di vacanza mare e montagna?
“Vuoi delle chicche o li vuoi facili”?

Entrambi, lascio libero sfogo alla vostra fantasia…
“Beh, dai: Santa, Forte e qualcosa in Sardegna. Ma se c’hai veramente il grano anche San Tropazio (che sarebbe Saint Tropez, specifica sempre il redattore, ovvero io). E poi vabbeh: il milanese va solo nei posti in cui vanno gli altri milanesi”.

Beh, anche questo come il parcheggio selvaggio nel resto d’Italia non capita?
“Sì, ma a Milano ci tengono a farlo sapere. Voglio dire: che cazzo ci vai a fare a Santa se sei di Padova. Vattene a Cortina!”.

Ecco, i posti imbruttiti di montagna?
“Allora: Courma e St.Moritz. E poi ci sono quei posti tipo Madonna di Campiglio che son sempre border line”.

E la macchina?
“L’audi. Senza dubbio”.

Perché il milanese imbruttito ha funzionato solo a Milano?
“Ci hanno provato in tutta Italia a riproporlo adattandolo alle diverse città. Ma da nessuna parte ci si imbruttisce come qui. Il milanese è davvero imbruttito. Il romano cos’è? Coatto. Non funziona”.

Ormai siete un sito informativo oltre che satirico…
“Ci stiamo lavorando, sì: la direzione è quella. Ci piacerebbe diventare anche un sito utile, un punto di riferimento per la città. Al momento non abbiamo una redazione, vorremmo strutturarci. La nostra capo redattrice era una nostra fan sulla pagina. Noi cercavamo e lei ha risposto: ci è piaciuta e ora lavora con noi”.

Per le elezioni amministrative cosa state architettando?
“C’è il candidato imbruttito, ovviamente”.

E com’è?
“Non vuole piste ciclabili, né pedoni. Vuole efficienza, sicurezza, il lavoro smart e vuole fatturare”.

Ormai il vostro è un brand: vi hanno mai chiesto di venderlo?
“Sì, ma mai nulla di veramente interessante”.

Ma come campa sto milanese Imbruttito?
“Si chiama native advertising, anche se la nostra linea numero uno è: non fare marchette. Forniamo solo assist ai nostri clienti, ma dobbiamo apprezzare davvero il prodotto”.

Scusate, ma alla fine: nessuno di voi è milanese per davvero?
“No… Non avremmo potuto vedere quanto imbruttito fosse il nostro personaggio, sennò”.

Davvero una bella chiacchierata pomeridiana. La prossima, magari, ce la facciamo meno imbruttita, davanti a qualche bicchiere di vino. Che ne dite?

 

 

 

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