A qualcuno piace crudo (e anche a me): vegano 1- Simona 0

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Mantra_raw_vegan_ilsuperfluoSe pochi anni fa mi avessero detto che sarei entrata in un ristorante vegano, ivi mi sarei seduta, dunque avrei anche consumato un pasto, gustoso, avrei certamente commentato  l’ipotesi con un secco, sprezzante, raffinatissimo “mavaffanculo”. Poi mi è successo: sono entrata, mi sono accomodata, dunque ho mangiato. Piadina e torta alla zucca. No latte, no uova, no zucchero, no burro, no. Perché per chi non lo sapesse, vegano significa nulla di animale o anche solo lontanamente derivante da esso. Ebbene, ne sono uscita soddisfatta. E pure sazia. Alla faccia di spaghetti, formaggi e controfiletti. A qualcuno piace crudo. E anche a me, ho scoperto.

Sarà che ho (da poco) sorpassato i 30, che adesso vado a correre, che la vodka liscia l’ho riposta insieme ai ricordi di nottate bestiali, che dormo otto ore tonde per notte, che mangio un kiwi ogni mattina, faccio volontariato, mi prendo cura del mio intestino, della mia pelle, della mia testa . Ma a me questo ristorantino nel cuore della Milano che pulsa di razze e commercio, quella delle viette incastrate dietro a C.so Buenos Aires per capirci, è piaciuto assai. Con la sua cucina piazzata in vetrina su via Panfilo Castaldi, 21: montagne di verdure variopinte e tagliuzzate, giganti macchinari mai visti prima, impazienti di sputare sanissime spremiture a freddo, addetti ai lavori in attività costante. Roba che ti senti sano solo a guardare.

Si chiama Mantra Raw Vegan, è il primo qui a Milano e già solo per questo meriterebbe un applausino.

Mi è sempre piaciuto avere il privilegio di poter cambiare idea: uova, latte e soprattutto formaggi continuano ad estasiarmi (che un buon pezzo di fontina, ma che ve lo dico a fare…), ma il fatto di aver mangiato una piadina (buona) senza prosciuttto, mozzarella o maionese e una torta (gustosa, porca al punto giusto per intenderci) senza burro o zucchero, beh… mi estasia anche questo. Almeno tanto quanto avere il privilegio di poter cambiare idea. Dunque raccomandarvi di provare questo bel posticino, anche se vivivete di tartare di fassona (almeno lei, la fassona dico, ve ne sarà certamente grata).

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