Ad ognuna il suo pijiama

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Audrey_Hepburn_colazione_da_Tiffany_ilsuperfluo.itAd ognuna il suo pijiama. Non lasciatevi ingannare dal mainstream delle mode che ci vorrebbero tutte uguali in baby-doll, labbra lucide e capezzoli turgidi anche a letto subito prima di serrare le palpebre. Tutta quella roba lasciatela alle modelle di Victoria’s secret che, diciamocelo, non è che siano il massimo della raffinatezza. Inutile sperare di arrapare, senza essere arrapanti. Impossibile risultare sexy se dentro ad una camicia da notte di seta e pizzo ti senti manzo in salamoia.

E poi la camicia di seta e pizzo come la voglio io, tenderei a comprarla più alla Perla che non da Intimissimi. Dunque, sarei costretta a tirare la cinghia per i giorni successivi all’audace acquisto. E per una camicia da notte, anche no. Ma questo è un altro discorso.

Importante invece sottolineare che d’inverno fa freddo. Il che sembra tautologico. Ma, visto che esiste chi ci vorrebbe in parigine anche a febbraio, durante i maledetti giorni della merla (o della merda?), non lo è. Noi donne abbiamo freddo. D’inverno di più. Ne abbiamo anche al chiuso e non di rado. Così, capita spesso che mentre l’uomo di casa si aggira paonazzo in maglietta, lei sia sul divano con un maglione di cashmere quintuplo filo ed esca con esclamazioni a lui incomprensibili, tipo: “Madonna che freddo, ma funzionano i caloriferi”? L’apoteosi dell’incomprensione. Altro che Marte e Venere.

Voi capirete, il discorso si riaggancia benissimo alla questione abbigliamento notturno. Badate bene: il fatto che non sia necessario il baby-doll di seta, non rende necessario nemmeno il tutone in pile o il pijama di flanella impreziosito da Hello Kitty, paperini, suini o cuoricini. I cartoni animati lasciamoli alle bambine. La flanella proibiamola. Oppure provate empatia se il vostro compagno non riuscisse a palpare le orecchie di Minnie sulle vostre poppe e vi preferisse un libro nel migliore dei casi, la play-station nel peggiore.

Identico discorso vale per l’abbigliamento da casa. Va bene stare comode, ma la pinza nei capelli e la tuta impataccata, a meno che non viviate sole- ma sole, sole- evitatela come le deiezioni canine per la strada.

Questa non vuole essere una lezione di stile, ma di buon senso. Copriamoci, ma con gusto. Scopriamoci se la temperatura lo consente (in questo caso il buon gusto è meno necessario, perciò è più semplice). E le due gocce di Chanel N. 5 lasciamole a Marilyn Monroe, se non siamo arcisicure di saperle indossare come si deve.

 

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