Donne e motori: che tristezza, signori!

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Donne_e_motori_il_superfluoQualche tempo fa ebbi ad imbattermi per questioni più o meno professionali nella faticosa ricerca di immagini ritraenti donne alla guida. Voi direte: e allora? E allora c’è che dopo un buon quarto d’ora di speranzosa ricognizione, quello che era  soltanto un presagio inizia a diventare squallida realtà. L’iconografia sull’automobilismo femminile è desolante, figlia bastarda di ingrati luoghi comuni che si prodigano per dimostrare, grazie a rime di sest’ordine, le dubbie capacità femminili in fatto di guida. La più masticata, quella che ci propinano fin da lattanti: donna al volante, pericolo costante. Aaahhh!

Ora: la mia mente ha presto abbandonato inutili e meschine considerazioni revansciste riguardanti la guida di troppi uomini che molto avrebbe da invidiare a quella di certe donne. E mi sono arrovellata, non senza patimento, sul detestabile e becero binomio che desidera noi femmine lontane dai motori. O prone su di essi. Nel vero senso del termine.

A tal proposito, non so se vi sia mai capitato di recarvi ad un motor show: oltre agli appassionati veri, pochi, trovereste una pletora di pretendenti modelle/veline/showgirl/mignotte spalmate con aria voluttuosa su macchine e moto troppo arroganti per essere acquistate, non dico tanto, ma da un maschio normo dotato. Comunque: sempre lì, una pletora di uomini sbavanti, si aggira con occhio complice e spermatozoico fra bolidi e clitoridi.

Da qui una riflessione: ci lamentiamo di un maschilismo violento e dilagante che miete quotidianamente le sue vittime in una società  troppo indifferente, individualista, ignorante. Di una parità di facciata che lascia ancora troppo spazio ai diritti dei maschietti e ai doveri delle femminucce. Di una sensibilizzazione non abbastanza sensibile. Eppure, riflettevo nel mio minuscolo, basterebbe così poco. Per esempio potremmo smettere di raccontare ai nostri bambini che le macchine sono roba da maschi e che le femmine non sanno guidarle. O eliminare  accostamenti troppo idioti e scontati per esistere, come quelli che denigrano le donne al volante, ma le sdraiano golose e succinte su macchine che, vi assicuro, anche in assenza di un bel culo, verrebbero vendute lo stesso.

Donne e motori: che tristezza, signori!

 

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