Il mio digiuno. Passivo.

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Fantozzi tu mangiaAnch’io ho fatto il digiuno. Passivo.

Un po’ come per chi non fuma, stare accanto al vizioso di turno lo “obbliga” a inspirarne le esalazioni, uguale uguale per chi non abdicando al cibo si trovi a vivere accanto a chi opta per la rinuncia.

Si chiama “azione nonviolenta”. A me ancora sconosciuta, se non fosse per una questione di proselitismo “coniugale”. Cioè: sto con un radicale.

I radicali, si sa, ne hanno fatti parecchi. Tanti da divenire spesso oggetto della più banale satira qualunquista, miracolosamente risparmiata al buon Papa Francesco. Anche se, lo ammetto, all’annuncio dell’ennesima iniziativa nonviolenta, anche a me si ammosciano gli arti (in mancanza d’altro si fa quel che si può), stento a comprendere e smetto di trovarlo originale (ovviamente il fine non è certo l’originalità, ma la mia scala valoriale è un po’ poverina e dedita alla vanità: meno male che non faccio politica….).

Ma torniamo al digiuno passivo. Stare accanto a chi lo fa è a sua volta una lotta. Dovrebbero riconoscerne la caratura e annoverarlo fra le “azioni nonviolente di supporto”, tipo gli infermieri nelle guerre.  Gli attivisti lo chiamano anche “Satyagraha”, ovvero il tipo di lotta nonviolenta praticata da gente tipo Gandhi, Luther King, Aung San Suu Kyi. I veri vip della nostra storia (mi riservo di scrivere a breve una personalissima invettiva contro l’abuso della parola vip, very important person per umani tipo Gigi d’Alessio, ma questa è un’altra storia). Satyagraha, dicevamo. Ed ecco che scatta la figuraccia dello scioperante passivo. Un bipede qualunque, come la sottoscritta, penserebbe ad un tipico piatto indiano (“Sì, per me un Satyagraha, grazie”). E invece NO! Stiamo parlando di Ghandi, cazzo. E già ti senti in debito di conoscenza.

Poi arrivano i pasti: colazione, pranzo, cena. Avete idea di cosa voglia dire mangiare davanti al vostro amato che digiuna? Nemmeno un tozzo di pane. Lo schema previsto è: cappuccio a colazione (io provo a rinforzarlo con prepotenti dosi di zucchero di canna), spremuta a pranzo, spremuta anche a cena. Basta. E tu che mentre ti sazi con la tua caprese di bufala campana dop, condita con olio extra vergine di un certo livello, provi a fingere che non sia così buona. E poi quello ti dice che non ha neppure fame. Ma mi faccia il piacere!

Niente da fare: il digiuno passivo nuoce gravemente alla salute. O no?!

admin

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