Oscar 2014: commento di uno che non li ha visti

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Oscar_Sorrentino_il superfluoSono andato a letto alle 23.30, lasciando posteggiata sul divano una moglie in trepida attesa, che giurava di vedere solo il red carpet.

Mi ha detto poi, quando la mattina ho assolto al dovere coniugale del caffè   a letto (aggiungendo un petardo nella tazzina, sennò mica si alzava), che è stato deludente, che pure Maryl e Cate, tra le poche americane di buongusto, erano vestite niente di che, che nemmeno Prada ha fatto un bell’outfit e che è venuta a letto alle 3 passate. Donne. Tzè.

Gli italiani, si sa, soffrono della “sindrome dell’allenatore di calcio”, finendo per otturare lunedì e martedì con commenti più o meno appropriati su tutto quello che il week end ha lasciato di commentabile. Ma questa volta  hanno davvero esagerato: “E che bravo”, “mica tanto bravo”, “ma ti pare i Talking Heads”, “ma che c’entra Maradona”, “alimenta i luoghi comuni”, “va in America e finisce a pizza, spaghetti & mandolino”. “E Pompei intanto crolla”. E che palle.

Ma se a Sorrentino piace Maradona e lo considera fonte di ispirazione saranno fatti suoi? Conta il risultato: l’Oscar ve lo ha portato o no? Trovo più dignitoso lui che lo ringrazia da vecchio tifoso, dell’avvocato che mi ha telefonato in azienda la settimana scorsa chiedendomi se fossimo (per caso) interessati a sponsorizzare il debito di Diego Armando col fisco italiano. Come? Consentendo al campione di rientrare in Italia, mettendoci a disposizione la sua immagine. Costo della pratica: 6 milioni di euro. Così, tanto per dire, che noi i soldi li troviamo sugli alberi accanto alle olive.

Io Sorrentino l’ho trovato tenero. L’ho preferito al Benigni che, dopo il Robbbbbéérto! urlato dalla Loren, fece quello show tristanzuolo del salto sulle poltrone. Lui discreto, da vero artista che vive di pane e arte sua, sul palco del Dolby era impacciato: ha detto poche parole sentite, con dignità. E accento autoctono. Poi è andato a casa. Mettendolo in quel posto a tutti.

E a proposito di quel posto, caro Di Caprio, ma se fai un film in cui ti infilano una candela accesa nel cùl, quante chances speri di avere?

Quell’altro ha perso 30 kg per fare il malato di AIDS, l’oscar glielo avranno dato almeno per questo no? (Che poi facesse sapere come ha fatto, che c’è tanto bisogno, grazie).

Basta, ho fatto anche io l’allenatore. Proprio io che non seguo il calcio, ci sono cascato.

Grazie dell’ospitalità.

M.P.

admin

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