La palestra è come il pesce…

0 Flares 0 Flares ×

Palestra_il superfluoLa palestra è come il pesce. E gli ospiti. E anche un po’ come i fidanzati…

Se riuscissi a quantificare la cifra spesa per iscrizioni a palestre poi mai frequentate, sono certa verrebbe fuori la somma per una vacanza davvero libidinosa. O, più semplicemente, altri cinque anni di iscrizione in palestra. All inclusive, 7 giorni su sette, anche in orario notturno.

Se poi ci aggiungo i soldi spesi per i pesonal trainer che avrebbero dovuto “costringermi” alla frequentazione (raramente avvenuta), la cifra totale diventa vergognosa. E non me ne sto certo vantando.

Di solito comincia così: sul fare della stagione invernale vieni travolto da un senso del dovere misto a colpa che ti spinge a percepire una motivazione decisamente alterata rispetto a quella reale. Ogni anno pensi sia quello giusto, ti senti finalmente consapevole e pronto ad assolvere il tuo compito, fosse anche solo per rendere giustizia all’ingente investimento economico. Visto che a noi le palestre ci piacciono anche belle.

Al momento dell’iscrizione senti una carica deflagrante e la prospettiva di allenamento, nella tua testa, è pressoché quotidiana. Dunque non risulta difficile al “consulente” di turno rifilarti il pacchetto più caro che, chissà come, ti sembra sempre anche il più conveniente.

L’inizio vede un atleta super equipaggiato e tecnicamente impeccabile. Certo, perché le palestre milanesi sono anche passerelle. E la competizione, se non ce l’hai, la trovi alla terza volta che vedi prestantissime signore molto più vecchie e allenate di te, che loro sì che del personal trainer sanno cosa farsene. Mica come chi non va ad allenarsi e l’istruttore manco lo limona. Forse perché loro saranno anche più ginniche, ma tu certamente più giovane, nonché priva di botox?

Comunque, l’alternativa alle tonicissime vegliarde sono ragazzine snelle, con capelli lunghissimi e pulitissimi, mai sudate, con culi che il mandolino in confronto pare un contrabbasso. La metà sono eredi delle signore vecchie, ma toniche.

Così inizi sforando il limite dei quattro allenamenti settimanali. Che dopo un mese diventano tre. Due, dopo due. Al quarto mese il tuo rapporto col tappeto rullante si limita ad un solo giorno a settimana. Al quinto hai optato per il divorzio. Che un rapporto serve a stare bene e così ti fa stare male: è un obbligo e non senti più la passione dell’inizio. Tanto vale finirla per serbare ciò che di buono c’è stato.

Contando che l’iscrizione è sempre intorno ai primi di novembre, data dalla giusta motivazione dell’eccesso di calorie natalizie da smaltire, significa che il quinto mese è aprile. A quel punto ti convinci che il parco sarà più salubre. Per poi disertare puntualmente anche quello.

La luce dura fino alle 9 di sera. E al posto del parco, ci metti l’aperitivo.

Porca vacca, non vedo l’ora!

admin

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *