Sanremo: ecco le pagelle

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Ho avuto avuto il privilegio (per me), per altri sarà giusto un’opportunità, per molti ancora forse addirittura una sfiga, di ascoltare in anticipo le canzoni che saranno in gara a Sanremo (dal 7 all’11 gennaio, se ancora non vi fosse incredibilmente chiaro). Ci sono andata per Libero, il quotidiano al quale -come molti di quelli che mi seguono da un po’ ormai sanno- dedico gran parte della mia vita.

Eccovi, quindi, i miei voti. Anche se a me i voti.

Ci sono i ritorni eccellenti: Fiorella Mannoia, Al Bano, Marco Masini e Ron in testa. Loro non deludono.  E poi, i debutti -incomprensibili fra i grandi della musica nostrana- come quelli di Lodovica Comello o Michele Bravi, per dirne qualcuno. Ma, per il direttore artistico Carlo Conti “forse abbiamo il quadro più completo degli ultimi tre anni”. I suoi. Così ha esordito il rodato conduttore, prima di far ascoltare gli inediti sanremesi alla stampa. Sarà.

MARCO MASINI, voto: 8

Il ritorno del cantante toscano con “Spostato di un secondo” è trionfale. L’evoluzione dell’artista, oltre che dell’uomo, è tangibile. Coinvolgente il testo, convincente l’arrangiamento. Ottima performance. Complimenti.

ERMAL META, voto: 8

Il cantautore albanese, che l’anno scorso si guadagnò la terza posizione fra le Nuove Proposte con “Odio le favole”, dedica la sua “Vietato morire” alla mamma. Come Gigi D’Alessio. Ma la consistenza del brano è di tutt’altra pasta. Qui si parla di violenza famigliare, in modo sincero attraverso immagini forti e nitide. Mica facile. Di spazio per la retorica ne resta poco. Grazie.

FIORELLA MANNOIA, voto: 7 e mezzo

Altro grande ritorno, a 30 anni dal successo di “Quello che le donne non dicono”, quello della cantante romana che con “Che sia benedetta” canta un inno alla vita, scritto dalla bella penna di Amara (Erika Mineo). Il brano, che lascia in bocca il sapore dolce della speranza, è certamente all’altezza del palco. Ma un gradino sotto le aspettative.

FABRIZIO MORO, voto: 7 e mezzo

Convince ma non vince “Portami via con te”, sull’amore salvifico. Il tema non è certo nuovo, ma la canzone resta. E’ definitivo: Moro funziona anche come interprete di se stesso. Bene. Ma, in fondo, già lo sapevamo.

AL BANO, voto: 7 e mezzo

Fra i grandi ritorni, il suo con “Di rose e di spine”. Il brano parla di un amore senza fine. E noi vogliamo pensare che sia più per Romina (Power) che per Loredana (Lecciso). Ricorda un po’ Bocelli, tra opera e pop. Ma Al Bano resta sempre Al Bano.

RON, voto: 7+

Rosalino Cellamare torna per la settima volta sul palco dell’Ariston con “L’ottava meraviglia”. Dove la meraviglia, “siamo io e te”. Una ballad sull’amore che cresce e matura e ha ancora qualcosa da esplorare: una strada del sempre da percorrere insieme. Nulla di nuovo, ma il brano funziona.

PAOLA TURCI, VOTO: 7

Tra i veterani, calca la scena dell’Ariston per la 12esima volta con “Fatti bella per te”, un brano in vena elettronica sul coraggio di accettarsi ed essere sé stessi. Ed è subito autobiografia. Voce potente e personalità.

RAIGE e GIULIA LUZI, VOTO: 6 e mezzo

In quota rap, i due arrivano sul palco agguerriti con il loro “Togliamoci la voglia”. Regalano un melting pot di suoni e parole che strutturano un pezzo per nulla scontato. Una sorpresa. Da riascoltare.

MICHELE ZARRILLO, VOTO: 6 e mezzo

Michele Zarrillo fa se stesso. E niente di più. Il suo brano s’intitola “Mani nelle mani” e sbuca subito la rima amore, cuore. Ci sono passione e tormento, aurora e tramonto. Nessuna evoluzione artistica. Il brano è onesto, ma senza guizzo.

SAMUEL ROMANO, VOTO: 6+

Il frontman dei Subsonica, esordisce da solista con  “Vedrai”. Non desta sgomento, ma nemmeno tormento. Il pezzo non lascia grande traccia, ma siamo curiosi di sentirlo dal vivo.

GIUSY FERREI, VOTO: 6

La cantante tenta (ritenta?) con “Fa talmente male”. Ritmo elettronico e timbro inconfondibile. Tema: la fine di un amore che, è ovvio, “Fa talmente male”. Passa. Ma senza entusiasmo.

CLEMENTINO, VOTO: 6

Per gli amanti del rap, c’è anche lui che porta “Ragazzi fuori”. Un brano sul disagio sociale, ma anche sulla speranza, dedicato alle nuove generazioni con pochi punti di riferimento. Ci aspettavamo qualcosa di più dall’artista campano, ma restiamo in attesa di vedere l’esibizione sul palco.

MICHELE BRAVI, VOTO: 6

L’ex concorrente X Factor -ora fortunata webstar- arriva all’Ariston con “Il diario degli errori” e la sua voce fresca. Testo scritto da Alfredo Rapetti Mogol, detto Cheope. Musica di Federica Abbate e Giuseppe Anastasi. Nonostante il parterre creativo di tutto rispetto a noi non convince. Ma vediamo come se la gioca sul palco, senza scordarci che il televoto sta certamente dalla sua.

BIANCA ATZEI, VOTO: 6 -

L’artista si esibisce con “Ora esisti solo tu”. Vuol fregarsene di quello che dirà la gente perché da quando sta col suo amore pare non esista più una nuvola. Beata lei. A Sanremo potrebbe anche funzionare, il ritornello rimane impresso. Leggero quanto ci si aspettava.

NESLI, VOTO: 6 –

L’ex rapper passato al pop canta sulle note di “Do retta a te” in duetto con Alice Paba (The Voice) che, purtroppo, prevale e lo soffoca con una vocina acerba. Ma perché? Peccato –molto- per Nesli.

FRANCESCO GABBANI, VOTO: 5 e mezzo

Vincitore nella categoria Giovani lo scorso anno con “Amen”, questa volta delude un po’ le aspettative (alte) con “Occidentali’s karma”. L’idea –buona- è quella di elencare gli elementi più in auge dell’Oriente, qui da noi. Quindi mischia la filosofia di Eraclito (l’abusato “panta rei”) con Singing in the rain su un sound troppo dance che pare voler ammiccare per forza alle esigenze della contemporaneità.

CHIARA GALIAZZO, VOTO: 5 e mezzo

La cantante porta “Nessun posto è casa mia”. Un classicone, voce e pianoforte, che ricorda tanto l’impronta di Arisa (forse perché la canzone è arrangiata da Mauro Pagani?). Senza lode e senza infamia, a parte la banalità dell’amore che rende tutto pazzesco. Ma vabbè.

ELODIE, VOTO: 5 e mezzo

“Tutta colpa mia” è il brano scelto da Elodie (fra gli autori Emma Marrone), sempre in quota Amici, dove si è classificata seconda lo scorso anno. La bella cantante esibisce, al solito, un timbro personale ma infila tanti amore, amore, amore. Amore mio. E quando è troppo è troppo.

SERGIO SYLVESTRE, VOTO: 5

Il ragazzone con la voce rubata a Barry White, in quota De Filippi –vincitore dell’ultima edizione di Amici- porta “Con te”. Il testo è di Giorgia ma, nonostante i virtuosismi vocali ben assestati del “big boy”, lascia il vuoto.

LODOVICA COMELLO, VOTO: 5

Quest’anno all’Ariston c’è anche Walt Disney. L’ex amica di Violetta porta “Il cielo non mi basta”. Il testo è banalotto e la cosa stupisce visto il parterre di autori (Federica Abbate e Antonio di Martino, tanto per gradire).

GIGI D’ALESSIO, VOTO: 4 e mezzo

Alla sua quinta partecipazione, il cantautore partenopeo porta un pezzo furbetto dedicato a mammà: “La prima stella”. Ne accarezza la fotografia, la cerca con gli occhi rivolti al cielo, mette dentro cuore e amore (manca giusto o’ sole) e, addirittura, spiega che un figlio può arrivare anche senza far l’amore. S’intuisce che parli di guerra e di adozione. Ma il pezzo non era per mammà? Ci dispiace, Gigi: non ci siamo.

ALESSIO BERNABEI, VOTO: 4

L’ex frontman dei Dear Jack, approda tra i big (?) con “Nel mezzo di un appaluso”. Ecco, proprio lì in mezzo ci sarebbero lui e la sua amata. Addirittura sarebbe l’universo intero ad applaudirli. Ritmiche dance, testo banale. Non siamo nemmeno troppo curiosi di ammirarne la performance sul palco.

(Articolo pubblicato su Libero il 21 gennaio 2017)

 

 

 

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