Le tre femmine di Marrazzo, Dudù, e Capezzone

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Bambino_ilsuperfluo.itMarrazzo ha una fidanzata. Dudù una madre. Daniele Capezzone una gatta.

Sulla prima notizia non mi soffermo Mi basta che non la faccia assumere in Rai. La seconda mi sconvolge: non tanto il fatto che il barboncino abbia una madre che non è Francesca Pascale, quanto che quella naturale, in pelo ed ossa, sia stata intervistata e fotografata. Da un giornalista. La terza mi preoccupa.

Sul giovane Dudù è stato detto tanto: determinato ma pacato, maleducato solo in presenza di Daniele Capezzone, secondo i bene informati l’unico a cui osi abbaiare, legatissimo alla famiglia, entusiasta della nuova residenza capitolina.

Ma nulla ancora sui suoi natali. Ci ha pensato dunque “Chi”, giornale della famiglia adottiva del barboncino, a rintracciarne la mamma e presentarla alla Nazione: Trilly, otto anni, italiana, poco attraente. Però amica di vecchia data della fulva Maria Vittoria Brambilla, grazie alla quale ha sistemato il figlioletto appena nato (dalla fuitina con un tedesco di nome Rudy) nella magione presidenziale di via del Plebiscito. E così si scopre anche che il piccolo Dudù è mezzo alemanno, alla faccia di quella “culona inchiavabile” di Angela. «Siamo fieri che una giovane signora come Francesca Pascale si sia affezionata a un cucciolo senza pedigree», hanno commentato i famigliari di Trilly. Per poi lanciare un appello alla suddetta “giovane signora” affinché madre e figlio possano riabbracciarsi. «Sono felice che abbiate trovato la mamma di Dudù», ha fatto sapere Francesca: «Le porte di palazzo Grazioli o di Villa San Martino sono aperte per Trilly e la sua famiglia». Attendiamo trepidanti servizio documentale del consesso.

Infine, Daniele Capezzone. Il fatto che abbia un gatto mi inquieta a priori, povera creatura. Pensate dover vivere con Daniele Capezzone. Per sempre. Ma non avevo ancora curiosato sul suo profilo Twitter (di Capezzone, intendo). Il felino, battezzato Giuditta, è una sorta di portavoce (sacrificale) del portavoce pidiellino: “a Giuditta i giornali non sono piaciuti per niente”, cinguettava ieri mattina con tanto di fotografia dell’ignaro animale imbronciato. E via con una serie di tweet di internauti solidali col felino. Che poi è questa la vera funzione della bella Giuditta per il mastino berlusconiano: ingraziarsi una platea altrimenti sfinita dal suo catodico abbaiare. Altro che Green Hill: salvate il soldato Giuditta!

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