Io, che mi metto i jeans strappati. E faccio mea culpa.

Jeans_strappati_ilsuperfluoA sto giro è con me che me la prendo. Un mea culpa plateale, diciamo. Che poi, culpa… Di culpe ce ne sono di peggiori. Ma neanche troppo. Di cosa sto parlando? Di chi, come la sottoscritta, si ostina ad indossare pantaloni leggermente bucati (nei casi migliori) o squarciati (in quelli peggiori) a svelare, loro malissimo grado, precise parti della gamba. Per lo più: ginocchia e caviglie.

La colpa è mia, lo ammetto. Ma non solo.

Già, perché ormai i jeans sani mica li trovi più. Macché. Anzi: se hanno delle voragini li paghi di più. E non basta: giacché, oltre che costellati di crateri, adesso usano pure corti. E quando scrivo corti, intendo molto corti. Corti che tipo ti lasciano scoperte almeno le caviglie. Almeno. Perché poi ci sono anche quelli più striminziti che arrivano giusto a metà polpaccio. E’ tutto vero. Sono larghi e corti, tagliano la figura a mo dì bidone Amsa persino a Bar Rafaeli, eppure dilagano. Mistero.

Ora, voi direte: ma che tendenza del menga è questa che con zero (!) gradi ci manda in giro  mezze nude? E’ una tendenza: fatevene una ragione.

Non sprecate risorse preziose nel trovare una spiegazione a tanta immotivata idiozia, lasciatevene trasportare. Come me. Che non riesco più a vedermi con pantaloni a lunghezza giusta, come il buon senso (e forse anche il buon gusto) suggerirebbero. Così, con le temperature polari che tormentano Milano in questi giorni capita – e non di rado- di vedere bardatissime giovani -ma non giovanissime e per questo triplamente colpevoli-, con tanto di sciarpe a 60 fili, guanti e cappello, aggirarsi con incedere sicuro, grandi buchi sulle ginocchia e caviglie al vento. Nu-de! Quindi, sbalordite signore osservare le temerarie (possiamo dire così?) dall’alto verso il basso e ripercorrere il tragitto con occhi increduli dal basso verso l’alto. E guardarle così stranite che è in dubbio se sia stima la loro, o mera disapprovazione vicina al disprezzo. Devo dirlo: propendo più per la seconda.

In ogni caso: la questione singolare è che a questa cosa dei pantaloni corti finisci per farci l’abitudine. Consuetudine che riesce meno semplice per l’imbecillità reiterata della scelta. Ma tant’è. A qualcuno piace strappato… e pure corto. E, ahimè, io sono fra questi.