Eravamo tredici amiche a Marrakech

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Amiche_il superfluoMettete tredici amiche a Marrakech. Riunite per un addio al nubilato, dunque a strettissimo contatto per quattro giorni. Quasi tutte milanesi. Specifico la provenienza poiché, garantisco, non è trascurabile.

Nello dettaglio: la futura sposa, nonché  ingegnere domotico, una disegnatrice di gioielli, una ricercatrice cardiovascolare (io l’ho capita così), una dermatologa, una giornalista, un’avvocata, una mamma, un’esperta di moda che durante la settimana della moda sta a Marrakech, una milanista innamorata del Milan, una studentessa di filosofia, un’altra esperta di moda che durante la settimana della moda sta a Marrakech e una mini manager di origine elvetiche.

Ora sforzatevi di immaginare i loro discorsi. Vi do una mano.

A proposito di peli

“Senti io ora sto facendo il laser, perché con la ceretta soffro troppo”. “No, ma sapete che ora ne hanno inventata una rosa alla marmellata di mirtilli rossi di Madonna di Campiglio delicatissssssima”, aggiunge un’amica. E un’altra: “Io faccio la luce pulsata: 86 euro a zona”.

“Sì, ma fa male? No, perché io quando mi fanno il laser all’inguine soffro che nemmeno quando mi hanno tatuata vicino all’ascella”. E quella della luce pulsata: “Ah, io a proposito di ascelle ho fatto il botox, così per sei mesi ho smesso di sudare”.

E giù di confronto sull’attività secretiva di ciascuna, con rivelazioni inaspettate secondo le quali le più fighe dichiarano traspirazioni da ieti. Vai a capire tu.

 

Chi vive sperando…

Di riffa o di raffa quando si viaggia si finisce sempre lì: la cacca. Soprattutto le donne amano discettare delle proprie evacuazioni, a maggior ragione se complicate dalle trasferte lontano da casa. E dai loro uomini. Così, sarà per esorcizzare il blocco intestinale, parte il confronto (che può andare dalla mezz’ora all’ora e mezza) sulle abitudini intestinali di ciascuna.

“Per me ogni volta che parto è un dramma. Hai voglia di farmi inghiottire erbe e lassativi: niente da fare”. “Anch’io faccio fatica ma se bevo il caffè, mi metto nella posizione del coguaro e rilasso la mente, posso farcela”. Arriva la terza che, con l’orecchio sinistro, mentre col destro si confrontava col gruppetto dei peli, si è appassionata alla conversazione: “io non vado nemmeno coi clisteri di glicerina, posso non evacuare anche per due settimane. Guardate che pancia gonfia, eh?! E’ tutta cacca”. Nemmeno a dirvelo, la pancia è piattissima. E lei bella che persino davanti all’ammissione fatichi assai a pensare che in quel corpo perfetto possa starci tanto sterco. Eppure.

 

Questione di peeling

Dal culo al viso. Il passaggio è più svelto di quanto si possa pensare. E non si sa come, le donne possono spaziare dalla popò alla pulizia della faccia senza accorgersene. Dedicandole altrettanto tempo (dalla mezz’ora all’ora e mezza). “Io non ne ho mai fatta una”. E la compare “ma davvero? Però hai così una bella pelle… Non come me che sono piena di brufoli a 30 anni”. Inutile sottolinearvi che di pustole ne ha 3. Ma solo se la guardi da vicino. E la terza, che mentre col destro era rimasta alla ceretta, col sinistro origliava l’allegra disquisizione sui problemi cutanei: “io ho trovato una crema all’ortica gracilenta del Messico mi-ra-co-lo-sa!”. A quel punto ognuna espone il proprio rimedio e poi annota sul suo iPhone il nome della gracilenta miracolosa, ripromettendosene l’acquisto appena tornata.

 

Le mestruazioni

E’ statistica: tredici donne, quattro giorni e almeno un ciclo assicurato. Che poi, se è vero che come dicono si “attacca”, i cicli possono diventare due o tre. E una su tre starà certamente male: “No, perché da quando ho smesso di prendere la pillola è un inferno, ci sono giorni che sto a letto dal dolore”. “Anch’io, prendevo la Jasmine, poi ho dovuto smettere perché mi ero riempita di cellulite e ora mi dura molto di più il ciclo”. “Sì, guarda io i primi due giorni devo cambiare un tampax verde ogni due ore”. “No, beh io in quello son fortunata: uso i gialli i primi due giorni e poi i viola”. E la terza che, dopo essersi segnata la gracilenta si è staccata dal gruppetto epidermico fuga ogni dubbio: “Io uso solo assorbenti esterni”.

 

L’importante è che se ne (s)parli

“Oh, ma avete visto che tizia è incinta?”. “Sì, ma l’ha incastrato, ve lo dico: quella vuole appendere il cappello. Perché il padre di lui è pieno di grano, mentre lei arriva dal paesello e vuol fare la signora”. “No, dai poverina. Io la conosco non è così male”. “Ma senti l’ho vista al Dracula a St.Moritz tutta impellicciata che sembrava la figlia di Onassis e siccome ha fatto i soldi ha smesso di salutare”. E la terza, a quel punto esausta di sentir parlare di acne immaginario: “Ma chi? La Fiffi? Sì, ha ragione, è una stronza arricchita. E pure culona. Ce la ricordiamo tutti quando è arrivata, inutile che faccia tanto la figa”.

Vano specificare che la tempistica dell’accanimento può superare l’ora e mezza. Anche perché la Fiffi ha certamente un gruppo di amiche stronze e culone quanto lei da distruggere.

 

Comunque, quattro giorni così per noi donne sono una manna. Ci ricarichiamo fra shopping e pettegolezzi. Da sempre. Non importa che tu sia ingegnere domotico, mamma, medico, manager o giornalista. Perché non esiste Femmina che non ami sparlare di sé, per sentirsi rincuorare o, meglio ancora, delle altre. Per accanircisi senza ritegno.

Ora la vacanza è finita. L’ingegnere è tornata alla sua scrivania, la giornalista scrive, la dermatologa è in ospedale, l’avvocato in studio, la mamma coi suoi nani, la milanista al Milan e così via. E io sono già in carenza da pettegolezzo. Meno male che esiste Whatsapp.

 

admin

2 Comments

  1. Sei un geniooooooo!!! Mi hai fatto troppo ridere ❤️❤️❤️❤️

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