Se i libri che non leggo mi rendono un’intellettuale

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I_libri_che_non_leggo_ilsuperfluo.itQuando prima di iniziare un nuovo libro sai che sei obbligato a finire quello che stai leggendo, sei fottuto. E quando scrivo “obbligato” non intendo dire che c’è qualcuno con del cilicio indirizzato verso la tua schiena ad importelo. No, sei tu che non ce la fai. Nemmeno se quello che stai leggendo ti fa ribrezzo. Di solito liquido questa patologia identificandola con l’abusatissima frase  “è una questione psicologica”. Ma, in verità, a voi voglio dirlo, non ho mai compreso veramente cosa minchia sia tale questione. Fatto sta che ho scoperto, con discreto sollievo lo ammetto, di non essere l’unica a martoriarsi con simile teutonica imposizione. Sulla quale, tra l’altro, ho sempre avuto un certo pudore. Vai poi a capire perché una come me, che non sarebbe certo indicata a esempio di timidezza o riservatezza, si vergogni di ammettere una simile consuetudine. Ma tant’è.

Di solito mi impongo, non senza fatica e sofferenza, di arrivare almeno fino a pagina 50 e capire bene la trama per sancirne con una certa prosopopea valore e coinvolgimento. Ma già a pagina trenta comincio ad agitarmi, fisso la pila di libri non letti che ho sul comodino (a dir la verità stanno sotto perché ho il comodino delle polly pocket), faccio raid in libreria per sbavare su volumi che sarebbero potenziali letture e che già vedo accatastati su quelli svenuti sotto il mini comodino. E’ come se anche soltanto il fatto di comprare dei libri mi rendesse un pochino più colta. Vedi bene che se davvero sono nutrimento per corpo e anima, come mi ripetono da che ho imparato a leggere, rischio l’obesità.

Ma la cosa più grave è che quando spendo per leggere non mi sento in colpa. Tanto mi si accartocciano le budella dopo quasi ogni acquisto da Zara riflettendo sullo stato di indigenza che mi si prospetta se mi ostino ad assecondare le mie prodighe compulsioni, altrettanto ogni qual volta esco dalla Feltrinelli mi pare di non aver mai strisciato la carta di credito. “I libri sono un investimento”, mi ripeto con una costanza encomiabile.

Dunque immagino crederete al fatto che posseggo tutti i romanzi russi più famosi- che tra l’altro mi occupano un discreto spazio- e ne ho letto uno soltanto. Però Anna Karenina l’ho vista al cinema. Ragion per cui, al momento, la considero soltanto la cogliona che ha tradito Jude Law!

Qui mi fermo. Perché non vorrei scadere come sto facendo, né che la mia riflessione sui libri vi annoiasse, costringendovi ad abbandonare, per l’appunto. Avrete capito ciò che intendo dire. Mi auguro.

Leo Longanesi diceva che “l’intellettuale è un signore che fa rilegare libri che non ha letto”. Dunque, ho ottime ragioni per pensare che a 50 anni sarò un’intellettuale di un certo livello.

Ps: se doveste riscontrate analoghe patologie contattatemi che facciamo un gruppo di non lettura. E poi un circolo di intellettuali.

 

admin

One Comment

  1. Avendo iniziato ad avere il piacere di leggere tardi (intorno ai vent’anni)convivo con questa convinzione di essermi perso tutte le letture “più importanti”..Attenzione, più che convinzione é una realtà..Non ho letto granché e soprattutto leggo da una parte quello che mi piace e dall’altra libri in stile “istruzioni per l’anima”, quindi Osho, Eckart Tolle etcetc..Così, me sembra de stare mejo.. Come hai scritto tu, ogni volta che entro alla Feltrinelli, alla Mondadori, (per non parlare delle piccole e ormai rarissime librerie con il vecchietto o la vecchietta che ti chiedono:”Posso aiutarla?!!”)..Comunque sia, quando sono in un posto pieno di libri mi viene lo smisurato desiderio non di leggerli, attenzione, ma di averli già letti tutti! Ho provato anch’io Simo a rimediare e ho chiesto aiuto ad amici che invece i classici se li magnano da quando sono regazzini..Allora anch’io ho speso una “barcata” di soldi per comprare sti cazzo di grandi classici (addirittura c’é stato un giornale che ha fatto una raccolta, cioé una volta alla settimana ti dava con 3 euro in più un grande classico..Cazzo ho pensato, ma questi l’hanno fatto per me!!Li ho presi quasi tutti; letti: 0). Non decollando nemmeno con quella raccolta decido di affidarmi ai consigli dell’amico al quale avevo chiesto 10 classici che una persona non può non aver letto. Bene, sono partito da “I Miserabili”, Victor Hugo. Quando a pagina 135 un prete era arrivato in un paesino mi sono rassegnato a rimanere ignorante, per sempre, ma felice! Ci vediamo al circolo degli intellettuali. Viva tutto!Martino
    http://monologhiblog.wordpress.com/2014/01/08/andatevene/comment-page-1/#comment-39

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