Nuove tasse: lo scioglilingua per fotterci meglio

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Tasse_ilsuperfluo.itSe ho capito bene: cercano di infarcire la legge di stabilità di tasse acronimate per confonderci e poi fotterci nel modo migliore. Più indolore. Che tanto, sempre salassate restano, anche se le nomini a mò di filastrocca. Di buono c’è che noi non ci capiamo più una mazza, ci arrendiamo alle sigle e stremati dall’orrido balletto para-politico, non vediamo l’ora di dargli sti soldi per non sentire più cazzate.

Dunque: in principio fu l’Isi. Che poi divenne Ici (quella che Berlusconi promise di togliere nel salotto del prono Vespa). E infine diventò Imu (anche questa malmenata dal Cav). Stiamo parlando delle imposte sulla casa. Quella che noi italiani teniamo tanto a possedere.

Ma, l’Imu diventa ora Tasi, ovvero la tassa sui servizi invisibili (e mi domando se sono invisibili, cosa minchia li paghiamo a fare). Con l’aggiunta della famigerata Tarsu (la tassa sui rifiuti che ha già cambiato nome se ho compreso, ma forse non ho compreso). E poi si aggiunge la Tari (che si riferisce sempre alla monnezza, ma delle imprese). E dalla somma delle due, Tasi (tassa sui servizi che non si vedono+ casa) +Tari (imposta sul pattume), nasce la Trise (prima battezzata Taser, come la pistola elettrica che usano in America per tramortire i delinquenti, dunque subito ribattezzata).

Infine, approderemo forse alla Tuc. Che non è un cracker, ma la somma di Trise+Tari+Tasi. Oppure una presa per il culo. Oppure uno sciogli-lingua. Oppure la formula matematica per confondere il contribuente. E fotterlo meglio, come dicevo all’inizio. Per altro, l’impressione è che ci stiano riuscendo. E infatti magari non ho capito nulla io e la Tuc sarà fatta da Imu+Tir-Tar+1/2 tares+radicaquadrataIrpef. Per semplificare proporrei, dunque, una sigla unica: “CUL“. Il nostro.

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