Il peso della valigia. Che non porti tu.

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Valigia_donne_il superfluoFare la valigia mi distrugge. E’ una delle peggiori torture psico-fisiche a cui scelgo di sottopormi. Il livello di stress che accumulo nel cercare di ricordarmi di prendere tutto, con la logorante certezza che tanto dimenticherò qualcosa, peggiora man mano che invecchio.

Così il giorno pre partenza, che in gioventù era più eccitante della dipartita, è diventato per me come un giorno mestruale. Il primo.

L’irritazione monta esponenzialmente quando osservo invece l’approccio di mio marito. Lui la valigia la fa all’ultimo. Porca puttana. La sua è piccola, leggera, maneggevole. Non dimentica mai nulla. E se succede: se ne frega.

Mi trovo, dunque, a dover riflettere con lucidità sul contenuto delle valigie femminili. Ovvero: quante cazzate riusciamo ad infilarci, convinte di non poterne fare assolutamente a meno dal momento che ci stiamo allontanando più di 20 km da casa. La cosa bella è che ogni volta mi rendo conto di aver portato roba in eccesso. E la volta successiva, puntualmente, mi ripeto. Della serie: errare è umano, perseverare è femminile.

Ma torniamo al giorno della partenza. Inutile specificare a chi appartenga di regola la valigia più grande, o comunque la più pesante. Mio marito si stupisce ogni volta. E ogni volta mi tocca spiegargli che insomma “io ho bisogno del mio phon, della mia piastra, del mio shampoo, balsamo, crema per il corpo, scarpe da giorno, pomeriggio, sera”.

E ancora: di tutte le mie bustine. Ah, le mie bustine! Noi donne siamo in grado di averne centinaia: per gli assorbenti, per il cellulare, per il kit unghie, per i trucchi, le monetine, le medicine, le mutandine e persino per le forcine.

Gli uomini, invece, è tanto se hanno un beauty case. Niente phon, shampi, tanto meno assorbenti. Sì, perché stai sicura che se per caso devi partire, e magari prendere un aereo, è proprio lì che si manifesterà il tuo stramaledetto sanguinamento mensile. E se hai scordato la bustina con dentro quelli, povera tu. E anche lui.

Ma la dolce vendetta è osservare chi finisce sempre per portare la valigia grossa, pesante e piena di bustine: lui. Quel poveraccio che voleva partire comodo, leggero, con una sacca a mano.

Ecco il momento in cui ti accorgi che il matrimonio è l’arte di fargli risolvere problemi che da sola avresti avuto comunque. Peggiori.

admin

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