A proposito di shopping…

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Shopping_il superfluoA proposito di shopping, più invecchio e più realizzo che ci sono negozi assolutamente sottovalutati. Mi riferisco a luoghi come la farmacia, i supermercati di prodotti biologici e le erboristerie. Perché a noi donne basta un prodotto naturale per farci scapocciare: non importa quanto costi, a noi l’idea di ungerci con essenze miracolose che ne so, al biancospino o al cardo mariano (ah, sul cardo mariano ci strippo), ci fa impazzire. Ne traiamo giovamento nel momento stesso in cui alla cassa ce le infilano nel sacchetto.

Ora, non è molto che sono obbligata a segnare le spese, per quella pratica umiliante che a fine mese mi vede puntualmente imputata sul banco famigliare. Davanti a me il mio consorte e il quaderno dei conti (perché noi no, non usiamo excel) su cui giace nero su bianco la prova inconfutabile della mia prodigalità mensile. Scripta manent, maledetta scripta. Solo ora mi rendo conto di cosa mio padre abbia cercato di insegnarmi per tanto tempo.

Voci generiche come “Zara”, “Mango”, “Sephora”, sono sempre di fatto motivo di malcontento giacché mi viene rivolta sempre la medesima domanda: “ancora da Zara? Ma non ci sei andata anche il mese scorso?”. E vai a spiegargli che sì, ci sei già stata il mese scorso, ma hai comprato solo due felpe per dormire (“cos’è: devo dormire nuda?”), una cintura di cui proprio non potevi fare a meno perché la tua preferita, “massì dai, quella che ho comprato in Grecia, l’anno che Bubù ha tradito la Cicci con quella vacca di un’isolana col culo basso” (la strategia migliore è sempre lo stordimento), si è rotta. Ah, e un paio di scarpe perché erano in saldo ed era l’occasione della vita “che quasi me le regalavano”. Su Mango te la cavi col “eh beh, ho dovuto fare il regalo alla Fiffi per il compleanno” e per Sephora, che tanto non ha ancora capito se sia una marca di intimo, un’enoteca o per l’appunto una profumeria, la butti sull’acetone per le unghie e la crema per il viso. 60 euro? Eh, 60 euro: “mica vorrai che mi metta in faccia prodotti scadenti, scusa?”.

La situazione precipita alla voce “farmacia”. Perché sì, i tampax sono cari, il deodorante pure, così le vitamine che metti sul viso la mattina (la sera usi la crema che ti regalano da Sephora) e le medicine. Ma 300 euro di farmacia sono un po’ too much. Sulla generica “spesa”, l’aria si fa irrespirabile: continua a domandarsi come tu possa spendere tanto in prodotti biologici, ma continuare a rifilargli sempre i soliti tortellini Rana.

Scendo dal banco degli imputati mensilmente sconfitta. C’ha ragione lui, non si può spendere così tanto in cazzate, senza rendersene conto.

C’ha proprio ragione lui, mi ripeto mentre entro in farmacia a comprare quel burro di cacao super naturale, stringendo fiera il mio sacchetto di Mango con dentro una giacca di pelle da urlo che spaccerò come regalo per l’ennesimo compleanno della  Fiffi.

admin

One Comment

  1. Sembra la mia storia…il problema e’ che adesso voglio il nome delle vitamine che usi per il viso!
    Adoro come scrivi!

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