Fottimi (istinto) animale

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Istinto_animale_ilsuperfluo.itCaro istinto animale, con la presente ti comunico perché dovremmo smettere di frequentarci con tanta assiduità. Ovvero: diamoci un taglio.

Ormai vado per i 30: ho terminato gli studi, mi sono sposata, ho fatto il decennale rinnovo della patente, sono diventata due volte zia, faccio la differenziata e pago le tasse, compreso l’inutile canone Rai. Insomma, son diventata un adulto qualunque. Responsabile e un po‘ noioso, di quelli che a 16 anni li guardavo e pensavo: “io così non ci diventerò mai”. Di tanto in tanto indosso persino le due pellicce di visone venutemi per direttissima dall’asse ereditario (una per ciascuna nonna defunta) e ragazzini e commesse mi chiamano “Signora” (non so se per le pellicce o perché lo sembro veramente).

In ogni caso, sii comprensivo: ti rendi conto anche tu che non posso più assecondarti in tutto, anche se mi piacerebbe?

Non posso più urinare per strada solo perché mi scappa, accontentare sempre la tua volgarità, inveire, bestemmiare, mangiare da star male, bere da vomitare e poi prendermela con la prima che passa solo per avermi urtata. Oppure malmenare qualsiasi cretina si avvicini a mio marito e tramortirla di insulti grezzissimi (alla faccia dei visoni ereditati). Non posso più comprare borse da 2.000 euro con i soldi gentilmente messimi a disposizione dalla Premiata ditta “Genitori”, che è vero che non è colpa mia se lavoro e non guadagno, ma nemmeno loro se hanno una figlia stronza che lavora e non guadagna.

Io ti amo, tu lo sai. Abbiamo sempre avuto un feeling particolare, fin da quando, ancora bambinetta ti veneravo e onoravo oltraggiando coetanei antipatici o gettando nel gabinetto, con l’aiuto di mio fratello Giorgio (anche lui tuo fan sfegatato) gli occhiali della nostra tata, colpevole solo di aver accettato l’ingrato compito di intrattenerci. Ed educarci. Non capiva che il più forte eri sempre tu.

Ora però dovremmo rivedere gli equilibri del nostro rapporto. Che se per caso mi venisse ancora voglia, come mi viene, lo sai, di gettare nel cesso gli occhiali di un interlocutore sgradito mi prendo una denuncia. Come minimo. Lo capisci?!

Mi duole assai dover prendere le distanze, credimi. Ma adesso dovrei proprio provare a crescere: diminuire le parolacce, una magnata ogni tanto, basta vodka liscia, risse e bestemmie. E la pipì, ecco… dovrei iniziare ad avere un rapporto più esclusivo con la tazza. 

Ora basta. Che sennò mi metto a piangere. E cambio idea: il canone della Rai, forse, è davvero troppo.

Ti voglio bene. Tanto.

Anzi: torna a trovarmi quando vuoi.

Tua per sempre, Simona

 

Ps: Questo post partecipa a #stayanimalspirit, evento milanese di Liveblogging (http://www.perypezyeurbane.org/stayanimalspirit/)a cura di Virginia Fiume per Mali Weil. Ogni riferimento a persone esistenti o fatti realmente accaduti NON è puramente casuale.

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