Mi scappa la pipì (e pure spesso)

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Pipì_ilsuperfluo.itLa sfiga come destino: ovvero la famigerata legge di Murphy. Posso affermare che noi donne ne siamo portatrici sane. Portatrici sane della sfiga predestinata o della legge di Murphy. Comunque la vogliate mettere, siamo le elette.

Dal dolore del parto impostoci dalle sacre scritture fino alla ceretta, perdonate l’accostamento blasfemo, ma siamo di diritto le più encomiabili portatrici di quel “fattore S” che, a questo punto, rivendichiamo anche con un certo orgoglio. Alla faccia del sesso debole. Debole una cippa.

Avete mai provato a depilare un uomo o a disboscargli le sopracciglia con la pinzetta? O avete mai pensato a come un maschio mal gestirebbe un sanguinamento mensile, accompagnato da dolori addominali e inspiegabili sbalzi di umore con conseguente facile lacrimazione?

Fra le svariate sfortune a cui siamo quotidianamente sottoposte c’é la pipì. Già, perché anche su quella siamo svantaggiate. La facciamo più spesso. E in posizione nettamente più scomoda. Dunque impieghiamo più tempo (motivo per cui c’è sempre fila al bagno delle signore). Per questo veniamo non di rado additate a “piscione”, “lente” e “rompi palle”. Faccio un esempio: durante i viaggi in macchina, se ti si pone il problema di dover liberare la vescica e domandi al tuo lui di fermarsi (gentilmente), la tua esigenza fisiologica sembra gli appaia sconosciuta. Come se lui non pisciasse mai. La faremo anche in posizione diversa, ma bisogno ed euforia post-liberazione mi sento di affermare, seppur non avendo mai avuto il pisello, siano gli stessi.

Due cose, dunque. La prima: non è colpa nostra se dobbiamo farla sedute, o quasi, improvvisandoci acrobate che manco al circo Orfei. La seconda: le femminucce la fanno più spesso perché “hanno una vescica iperattiva, altresì chiamata vescica da stress”, come mi ha spiegato a tal proposito la mia amica e dottoressa Claudia Menicanti. “Una forma quasi parafisiologica di scorretto uso -involontario- del muscolo detrursore”. Per dirla come si mangia: siamo più nervose, incazzose ed emotive. Ed è anche per colpa vostra, cari appartenenti alla categoria “sesso forte”. Senza contare i litri d’acqua che siamo condannate a ingurgitare per tutta la vita, se vogliamo avere una qualche remota speranza di combattere -e non dico sconfiggere- quegli antiestetici buchi che infestano le nostre natiche e che voi tanto odiate. Ma sulla cellulite mi riservo di fare un post ad hoc, se lo merita (quella vecchia stronza).

Infine: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. Lo dico io, ma anche Dante Alighieri. Perciò, adesso che conoscete, siate anche virtuosi, smettete di importunarci ogni qual volta manifestiamo l’esigenza e lasciateci fare la pipì in santa pace. Ve ne saremo grate.

 

admin

3 Comments

  1. Va bene tutto tranne considerare il consumo d’acqua una condanna!!
    L’acqua ti fa bene a prescindere, e comunque siete belle sempre, anche (e soprattutto secondo me) con delle morbidezze sparse qui e la.
    D’ora in avanti mi fermeró sempre al primo autogrill.

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