Gerardo Pulli, vincitore dell’ultima edizione di “Amici”: “Sogno di duettare con Bob Marley”

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Gerardo_PulliSe ha un disco per le mani lui parte dall’ultima traccia. Tutto si può dire di Gerardo Pulli, vincitore dell’ultima edizione di “Amici”: ma non che sia banale. «Spesso le sorprese più belle le trovi alla fine, da quando ero piccolo, che ancora c’erano le cassette, io iniziavo sempre l’ascolto dal lato B», racconta il giovane artista.

Ha l’aria irriverente dei vent’anni, Gerardo. Lo sguardo magnetico e l’atteggiamento scarmigliato del cantautore d’altri tempi. Ma è attualissimo.

Nato e cresciuto a Torino da mamma insegnante e papà architetto, a soli vent’anni scrive e compone tutti i suoi brani. Lo fa senza tregua, con un’urgenza dichiarata di comunicare attraverso le sue canzoni.

Le ha tentate tutte, dalle esibizioni live mai concesse in piccoli locali torinesi ai provini inviati alle case discografiche che «non mi hanno mai risposto». Alla fine «avevo talmente tanta fame che ho provato “Amici”». E gli è andata davvero bene.

Infatti, anche se del convenzionale belcanto all’italiana questo moderno menestrello ha poco, è riuscito a tener banco per tutta l’ultima edizione del talent show di Maria De Filippi. E poi ha stravinto. Alla faccia di chi lo definisce “un cantante senza voce”.

E dopo la vittoria televisiva è arrivata quella personale, «la realizzazione di un sogno»: il primo disco. Che porta il suo nome ed è prodotto dalla “Non ho l’età” e distribuito da EMI. Sette brani, interamente scritti e composti dal giovane, che regalano una profondità di contenuto e intenti, degna di nota.

E anche se non ha ancora finito il liceo scientifico (l’ultimo anno l’ha saltato per partecipare alla trasmissione, ndr) sentirlo discorrere rende omaggio all’italiano corretto e ben parlato, cosa non scontata per un giovanotto di vent’anni dei giorni nostri.

«L’esigenza più forte che sento è quella di scrivere», racconta. «È da quando ho sedici anni che passo ore e ore chiuso nella mia cameretta, scrivo per sfogare tutto quello che ho dentro, quello che a parole non mi esce. E suono la chitarra». Accenna un paio di canzoni in acustico. Le suona senza plettro. Voce graffiante e accordi semplici, ma ben messi.

La chitarra (e il pianoforte, ndr) ha imparato a suonarli da autodidatta: «ho iniziato per noia, non uscivo molto, a dir la verità non so nemmeno che note faccio». Ma a sentirlo e a vederlo non si direbbe davvero.

In televisione non c’era mai andato. E non gli piaceva nemmeno. Ma dopo l’esperienza su canale 5 ha totalmente ritrattato il parere negativo che aveva sul piccolo schermo: «la tv  incarna la tridimensionalità della comunicazione, è un mezzo che ha delle potenzialità incredibili se usato bene. E nel caso di “Amici” è usato bene», dice con piglio deciso.

Ciò che più lo manda in bestia è l’essere etichettato. Cosa che spesso avviene per chi sceglie la strada del talent show, ormai sinonimo di gavetta, per mostrare le sue doti. Si sente un po’ oppresso dalla società, dalle sue regole e gerarchie (gliele canta bene in uno dei sette brani del suo ep: “Scacco matto”, ndr), da un assolutismo morale imposto. Ed è in polemica aperta e perenne con la matematica che «come si suol dire non è un’opinione e per questo non mi va giù».

Non sa quello che vuole, ma sa quello che non vuole. Detesta il concetto di speranza e il suo più grande desiderio è quello di essere ascoltato. Da chiunque. «Basta che mi diano almeno una possibilità, poi chiaramente l’arte è soggettiva ed è più che legittimo che la mia musica possa fare schifo». Per questo si dispiace in modo evidente quando i dati delle radio rivelano che il suo brano d’esordio, “Sei”, non è molto trasmesso. Forse per mancanza di coraggio, scarsa propensione ad aprirsi al nuovo o banalmente quell’allergia radical-chic che impone una prevenuta antipatia per chiunque esca da contesti televisivi popolari.

Impazzisce per Battisti e per Bob Dylan, ma sogna di duettare con Bob Marley.

Non sa bene come si vede fra vent’anni. Non gli piace molto proiettarsi nel futuro. Ma di una cosa sembra certo: «oltre al talento, in questa vita, per arrivare da qualche parte, ci vuole sicuramente anche un gran culo».

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Guarda il video di “Sei”, singolo di lancio del suo primo ep, subito dopo la vitto di “Amici”.

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