Sanremo 2013, le emozioni di Il Cile poco prima dell’eliminazione

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Sanremo 2013, Il Cile fra i Giovani eliminatiIl Cile, all’angrafe Lorenzo Cilembrini, a Sanremo 2013 nella categoria “Giovani” ci è arrivato senza essere passato da un talent show. E prima dell’Ariston, si era già conquistato una stimata popolarità grazie al  singolo d’esordio “Cemento armato“, che ha preceduto l’uscita del suo primo album “Siamo morti a vent’anni“, uscito lo scorso settembre per Universal. L’ho incontrato a Sanremo poche ore prima del suo debutto (dopo il quale è entrato purtroppo nel club degli eliminati) e gli ho fatto qualche domanda.

Paura?
«Quel palcoscenico è stato varcato dai più grandi ed è un pezzo della storia della musica italiana. Quindi ha qualcosa di solenne che porta all’ansia che tende ad ingrandire i 5 secondi prima di salire su quel palco».

Dicono che sai cogliere alla perfezione i disagi dei tuoi coetanei. Cosa facevi prima di diventare un cantante?
«A 20 anni avevo una band con cui ho vinto il Festival di San Marino, nel 2003. Poi capito che dovevo andare avanti da solo. Già scrivevo e cantavo e questa mia attitudine è diventata una necessità. Una terapia: ho voluto incanalare tutti i miei demoni nelle mie canzoni. Dopo la pubblicazione dell’album ho capito che molti dei miei disagi, dubbi, del mio cinismo e della mia rabbia erano gli stessi dei miei coetanei. Credo che quello che ha in mano la mia generazione sia scegliere una rinascita o qualcosa di diverso. E io, con un album dal titolo provocatorio, volevo accendere una scintilla. Fare rumore. Ho fatto il Dams a Bologna. Dopo il triennio mi è partita la cosa della band: non ho mai cercato un lavoro che fosse vicino a me, tipo quello in una biblioteca, visto che la letteratura mi è sempre piaciuta».

Il tuo autore preferito?
«Manzoni, l’ho tatuato: “Omnia munda mundis”. Mi piaceva fin dal liceo. Sono sempre stato uno talmente contorto che più le cose sono intrecciate e vanno a rilento, un po’ come la sua prosa, e più a me interessano. Tipo, l’Ulisse di Joyce per me è un romanzo che scorre bene».

Ti senti un cantautore?
«No, i cantautori che amavo o stanno per morire o sono morti. Eccetto, Jovanotti».

Allora ti senti più pop?
«Perché no? Questo lavoro lo calibra la gente, dalla massaia al critico. La nicchia a mio parere, può anche essere solo un modo per non mettersi troppo in gioco. Io scrivo per le persone, è il pubblico che compra i dischi e viene ai concerti. Per cui la parola pop, che deriva da popolare, per me è nobile».

“Le parole non servono più” è un ritratto amaro…
«Sì, però non è arrabbiato. È l’addio a una ragazza che aveva appena iniziato l’università, mentre io avevo finito e sapevo che ci saremmo persi. Nella canzone le spiego che bisogna stare attenti perché anche in mezzo ai momenti più spensierati, c’è sempre il rischio di farsi male senza rendereste conto».

Com’è andato il  “Siamo morti a 20 anni- tour”?
«Bene. Ci sono state date, come l’Alcatraz, che per essere il primo tour hanno avuto un ottimo riscontro. Quello che mi ha colpito positivamente è che, dopo i concerti, ho visto genitori e figli. Questo è importante perché significa che il sogno di comunicazione trasversale che avevo, in parte sono riuscito a realizzarlo».

Tu e Nardinocchi venite associati per avercela fatta anche senza talent. Però tu sei un po’ il diavolo e lui l’acqua Santa. Ti ci ritrovi?
«È proprio vero. Mi ci ritrovo, sì. Decisamente». Ride.

Perché non hai mai provato il talent?
«Sarei stato inadeguato, scrivo e ho una vocalità particolare».

Anche Gerardo Pulli, però lui l’ha fatto…
«Infatti mi sembra che per lui non sia stata la migliore collocazione quella di Amici».

La tua preferita e la Gianna Nanni. Dunque tra i big tifi Mengoni?
«No, Silvestri. Perché quando scrive d’amore (la politica nella musica non mi piace molto) è impareggiabile. Occhi da orientale è la mia canzone preferita di sempre».

Dopo Sanremo 2013?
«Ci sarà un tour estivo. E sto lavorando al secondo album».

Che uscirà?
«Spero, nel momento giusto».

Ecco la canzone con cui Il Cile si è esibito ieri nella categoria Giovani sul palco dell’Ariston:

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