Alessandro Gassmann, il nuovo testimonial Ferrarelle si racconta

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Alessandro_Gassmann_FerrarelleIn principio fu George Clooney: dalle rocambolesche rapine di “Ocean’s eleven” alla degustazione di caffè, il passo fu ardito. Ma efficace. Poi Antonio Banderas. Che ha dismesso i panni di Zorro per entrare in quelli di un mugnaio,  lasciando Catherine Zeta Jones per una gallina: Rosita. E suscitando l’ilarità dei più, prima su tutti quella di Luciana Littizzetto.  E ancora Brad Pitt, il più bello dei belli, da poco testimonial per un profumo. Da donna.

Adesso é la volta di Alessandro Gassmann. Sarà lui il volto della nuova campagna Ferrarelle, in onda dall’11 novembre. Non si intratterrà con pennuti di alcun genere, nè vestirà i troppo scontati panni del seduttore indomito. Lui sarà Mario, il cameriere. Un bellissimo cameriere. A cui capiterà di incontrare nella cucina del suo ristorante un avventore un po’ particolare: Robertino, settenne «paraculo», come lo stesso regista, Leone Pompucci, lo descrive. Fra i due nascerà un rapporto scanzonato e irriverente, lungo una serie di cortometraggi che ci accompagnerà per un anno intero.

Alla vigilia del debutto televisivo degli spot che lo vedranno protagonista, abbiamo voluto scambiare quattro chiacchiere con lui.

Dopo Brad Pitt che pubblicizza un profumo e i frollini di Banderas, lei cosa farà per Ferrarelle?

«Io sono Mario il cameriere. Avrò a che fare con questo bambino (Massimo Salvato, ndr) che è davvero un fenomeno e con cui, pian piano, instauro un rapporto bellissimo e davvero divertente».

Ha già fatto pubblicità, ha posato anche per un calendario di Max: non ha nessun tipo di snobbismo intellettuale, deduco?

«Non solo non ne ho, ma mi da molto fastidio chi c’è l’ha».

Non teme di essere attaccato?

«No, anche perché non è una novità. Io ho fatto di tutto, dal film d’autore al cinepanettone. E ne sono contento. Dunque per me non è un problema, anche perché non essendo mai stato raccomandato e non avendo mai chiesto favori, sono libero. E posso dire un’altra cosa»?

Certo…

«Solitamente quello che critica chi fa pubblicità, lo fa perché sa che con le pubblicità si guadagna molto bene».

Lei è il direttore del teatro Carlo Goldoni di Venezia e ha dichiarato di averne aumentato il quoziente di meritocrazia, aprendo le porte ai giovani. Cosa pensa dell’ultima uscita del Ministro Fornero che ha definito “schizzinosi” i ragazzi di oggi?

«Credo che sia stata una gaffe molto grave, proprio in un momento di difficoltà, soprattutto per i nostri giovani. Basti pensare che il 35 per cento di loro è disoccupato. Io sto a contatto con i ragazzi e posso dire che non sono schizzinosi. Hanno delle passioni ed è giusto motivarli a portarle avanti».

Sempre a proposito di giovani: è vero che alle primarie del Pd voterà Renzi?

«Posto il fatto che con questa legge elettorale non si può scegliere veramente chi vogliamo eleggere, io vorrei andare a votare il candidato che preferisco. Renzi nel caso del PD. Ma poi vorrei anche andare a esprimere la mia scelta alle primarie del Pdl. Votare non soltanto la parte che prediligo, ma anche un’opposizione che possa essere degna di quel nome. Parlano tutti e nessuno ascolta l’altro. È arrivato il momento di ascoltarci. Basti pensare all’esempio degli Stati Uniti: si insultano, si denigrano, ma nel momento in cui Obama vince, Romney gli augura un buon lavoro e gli promette sostegno per il suo mandato. Sarebbe meraviglioso che questo succedesse anche in Italia».

Grillo non le piace?

«Grillo è un voto di protesta, ma non ne so abbastanza. Servono persone che sappiano governare e non so se le persone del Cinque stelle lo siano».

Ma potendo scegliere un Presidente del Consiglio?

«Al momento non sceglierei. Forse, malgrado non sia completamente d’accordo con il suo operato, chiederei di riavere Monti».

Lei sta facendo un sacco di cose: da poco al cinema con “Viva l’Italia”come interprete, regista per il grande schermo con “Razza bastarda”, regista e attore teatrale. Ma il suo vero amore, qual’è?

«Sicuramente la regia teatrale. È quello che vorrei fare da grande, anzi, ormai da vecchio».

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Guarda lo spot Ferrarelle con Gassmann e il mitico Robertino!

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