Gene Gnocchi: “Il comico? Era l’unica cosa che non avevo previsto di fare”

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Gene Gnocchi«Calcio, rock e famiglia». Ovvero: la vita secondo Gene Gnocchi.

Lui, Eugenio Ghiozzi, avvocato fidentino dalle scarse attitudini giuridiche («Avevo solo 3 clienti, quando uno dei tre è morto ho capito che forse non era la mia carriera»), cantante e calciatore per passione. Comico per vocazione. E professione. Ora sbarca su “Comedy Central” (canale 122 di Sky), il 10 febbraio, con uno spettacolo incentrato su uno dei suoi più grandi amori: il rock.

Iniziamo da qui: qualche anticipazione sullo show?

«È la rivisitazione di uno spettacolo in cui facevo il rocker: una presa in giro dei luoghi comuni del rock, un finto concerto dove al protagonista succede di tutto. Un pretesto per sfottere le manie dei rocker: quella sessuale, le dediche delle canzoni, gli effetti speciali».

Lei è avvocato, poi ha provato a fare il cantante e anche il calciatore. Alla fine ha fatto l’unica cosa che non aveva previsto: il comico? «Direi di sì: ma forse le cose non previste sono quelle migliori, quelle che ti rappresentano di più».

Gnoccao -suo nome d’arte sui campi da calcio- era un brocco o un genio incompreso?

«Chi nasce calciatore, muore calciatore. Per me era un genio assoluto. Veramente l’ultimo talento del calcio».

E com’è che non è mai riuscito a scendere in campo?

«Purtroppo i poteri forti non hanno mai voluto che mi esibissi. Sarebbe stato troppo destabilizzante per il calcio italiano».

Lei ha detto che i politici stanno rubando il mestiere ai comici. Ma, ormai, succede anche il contrario. A quando la sua “salita in campo”, per dirla alla Monti?

«Il punto è che una volta il politico non era così visibile, adesso lo vedi ovunque. Alla centesima volta che vedi Gasparri che dice la stessa cosa, non è più Gasparri, ma la sua caricatura. Non riesci più a prenderli seriamente. Io sono stato consigliere comunale per il Pd tanto tempo fa, poi per impegni di lavoro ho dovuto dare le dimissioni. Ho fatto mambassa di fondi del partito e me ne sono andato: è quella la missione, ormai».

È stato anche più furbo di Fiorito, almeno non si è fatto beccare?

«Assolutamente, sì».

Voterà Grillo per solidarietà professionale o ha trovato qualcuno che la fa ridere di più?

«Non credo che lo voterò. Sulle istanze generali sono abbastanza d’accordo, ma scendendo nel particolare troppe cose non mi convincono. Non so chi voterò: devo ancora vedere 5 o 6 faccia a faccia».

La partner ideale è Simona Ventura o Paola Ferrari?

«Con Simona c’è stato un sodalizio durato 8 anni, per me irripetibile perché abbiamo una totale sintonia. Con Paola c’è un bel rapporto, ma con Simona mi lega un’avventura diversa: si arrivava a “Quelli che il calcio” dopo Fazio, con molte incertezze. È stata una grande prova superata insieme e questo ci ha legati parecchio».

I suoi fan la rivorrebbero con Teo Teocoli

«Mi piacerebbe molto, è la persona con cui mi sono divertito di più al mondo».

La domenica sportiva” è nato nel 1954. Ha 61 anni: non siamo in età pensionabile?

«È stata anche ripensata e come ascolti va più che bene, soprattutto in un’epoca in cui la televisione generalista fa fatica. Quest’anno va anche meglio dell’anno scorso. Sicuramente si potrebbe rafforzare la parte satirica, visto l’ora di messa in onda. Secondo me, per gradi, un piccolo processo di rinnovamento si può anche tentare».

Cosa rispondere a chi ritiene che la Rai sia un po’ invecchiata, e nemmeno molto bene?

«La Rai soffre la mancata concorrenza. Quando Berlusconi non era ancora al potere c’era una concorrenza che oggi non esiste più. Per cui la qualità del prodotto di è abbassata si c’è sempre meno voglia di fare cose nuove. In più c’è una crisi economica devastante».

Sarà per questo che la Ventura è andata a Sky?

«Non lo so perché. Secondo me, Simona è una donna da tv generalista. È andata a Sky per poi fare X Factor e questo programma sul calcio che è un po’ la copia di “Quelli che il calcio”. Simona è una che la televisione la sa far davvero bene, io non me la sarei lasciata scappare dalla tv generalista».

E Sanremo a Sky, come lo vedrebbe?

«Impossibile. E poi la missione di Sky,visto che paghi, è di dare prodotti che non vedresti  sulla tv generalista. Deve avere quella sorta di innovazione che dovrebbe avere un tv “alternativa”».

Da questa edizione in salsa pre elettorale, con Fazio conduttore, cosa si aspetta?

«Che faccia cantare almeno Paragone, per par condicio».

 

Lei è appassionato di musica. Le piacerebbe tornare con la Ventura, ma come giudice di X Factor?

«Sì, ma come ospite cantante».

Lanciamo un appello?

«Sì: mi piacerebbe farlo con la band e concorrere».

Che poi: è vero che “La Ventura dal vivo è quasi il doppio” (titolo di un libro scritto da Gene con Francesco Freyrie, ndr)?

«Il triplo, ormai. Non è più quella di prima: si è rifatta tutta. Ha un’altra carta d’identità e un’altra anagrafe. Non è più quella che conosco io».

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