Intervista a Luca Argentero, l’uomo (che sembra) perfetto

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Luca_ArgenteroLuca Argentero è un figo. Dove per figo si intende: bellissimo, simpatico e anche intelligente. Non c’è niente da fare.

Lo incontro in occasione della campagna pubblicitaria di lancio per la nuova Renault Clio alla quale presta faccia e nome. Da luglio a settembre sarà protagonista, insieme a Silvio Castiglioni e Alice Torriani, di una mini fiction da sei puntate che andrà in onda sul web. «Una vera incursione del 2.0 nel mondo del cinema», spiega Argentero.

Ne è passato di tempo da quando paralizzava femmine di ogni età col suo sorriso perfetto dalla casa del Grande Fratello. Era il 2003. Oggi ha 34 anni. È un attore di fama internazionale. Ha recitato per il grande schermo. Per quello piccolo. Ha fatto teatro. E quest’inverno, anche se non possiamo annoverarla fra le sue migliori prestazioni artistiche, è stato anche presentatore de “Le Iene” accanto a Enrico Brignano e Ilary Blasi.

Arriva puntualissimo all’intervista. Elegante: abito grigio, camicia bianca e scarpa nera stringata. Calzino blu di filo di Scozia. Sorride e si concede senza esitazioni alle incursioni giornalistiche che lo aspettano.

Intanto come stai?

«Sto bene e tu»?

Hai fatto un sacco di cose quest’anno, non sei stanco?

«Questa è l’ultima. Poi me ne vado in vacanza. Non so ancora bene dove. Faremo una cosa improvvisata quest’estate: sentiamo un po’ di amici, vediamo cosa fanno».

Sei di fatto un personaggio ormai credibile. Oggi sei qui come testimonial pubblicitario. Cosa ti ha spinto ad accettare?

«In questo caso parliamo di una pubblicità che non è solo una pubblicità. È un piccolo film a puntate che racconta una storia e che poi ha l’obiettivo di raccontare un’azienda e un prodotto. In più, in questo caso, il mezzo di comunicazione è il web di cui sono un fan dichiarato».

Hai fatto cinema, teatro, televisione. Qual’è l’abito che indossi meglio?

«Il cinema è il più divertente. Il teatro affascinante: è una droga, ma allo stesso tempo è tremendamente difficile da programmare perché le stagioni le pianifichi di anno in anno. La televisione è l’abito che mi sento meno tagliato addosso. Però è divertente fare delle piccole incursioni, com’è successo l’anno scorso».

Ecco: hai co-condotto “Le Iene”. Non è stata la tua miglior performance, diciamocelo.. Voglio la verità: ti hanno cacciato loro o sei andato via tu?

«Non mi hanno cacciato, te lo direi: era previsto un anno di alternanza alla conduzione. Dopo dieci anni di Luca e Paolo sostituirli in blocco sarebbe stato ambizioso.

Hanno deciso di affiancare a un comico più avvezzo alla tv come Enrico Brignano persone che c’entravano meno. E in questo modo non è che brilli di luce propria… È difficile la tv, la devi conoscere. Per me che faccio cinema guardare dentro la macchina da presa è un errore. Lì invece devi guardarci dentro, ad esempio».

Tu tieni un bel blog che si chiama “Oltre il giardino”. Ho letto in un tuo post che vorresti una donna Presidente del Consiglio. Chi?

«Poco tempo fa con altri amici attori abbiamo firmato una lettera per avere Emma Bonino Presidente della Repubblica. Forse Presidente del Consiglio non lo sarà mai, è un po’ troppo. Ma già la presidenza della Repubblica, sarebbe bello».

Hai interpretato il ruolo del gay per due volte ( in “Saturno contro” e “Diverso da chi”, ndr). Se lo fossi davvero: chi ti faresti?

«Seguo in questo mia moglie che ha degli ottimi gusti (ride, ndr) e ha come sex symbol Kim Rossi Stuart».

Progetti?

«Guarda adesso vado in vacanza perché sono 18 mesi che non mi fermo. Ora inizia la stagione delle uscite: arriva il film che ho fatto con Placido, quello di Risi, il cartone animato che ho doppiato “Gladiatori di Roma“, “Bianca come il latte, rossa come il sangue” tratto dal romanzo di Alessandro D’Avenia e anche una piccola parte nel nuovo film di Paolo Franchi. Insomma ci sono tante uscite. Quindi adesso mi prendo un attimo di calma anche per vedere cosa succede».

Il tuo trampolino di lancio è stato il Grande Fratello. Come hai fatto a sbarazzarti del pregiudizio che perseguita chi fa programmi del genere e diventare un attore credibile e stimato?

«Ho detto di no nove volte su dieci. Se dovessi fare un calcolo dei soldi a cui ho rinunciato negli ultimi dieci anni mi sparerei in bocca. Però non sarei qui al parlare con te oggi».

E sarebbe stato un vero peccato.

 

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