Masterchef allo scandalo: la versione di Tiziana

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Masterchef_2Alla faccia di chi dice i grandi chef sono tutti uomini. È stata senza dubbio il personaggio più discusso di questa seconda edizione di Masterchef. Ma alla fine lo ha vinto lei, Tiziana Stefanelli. L’Avvocato. Il suo carattere sicuro, l’ambizione ostentata, le discussioni con l’impietoso Carlo Cracco («ci siamo scontrati diverse volte ma per lui ho stima e ammirazione e penso sia reciproco») e lo scandalo “#oilgate“, con cui si è macchiata di scorrettezza, aggiungendo un giro di olio su un piatto, a tempo di prova scaduto, non promettevano bene. Ma se il pubblico non gliel’ha perdonata, i tre giudici, a quanto pare, decisamente sì.

Ieri, fresca di vittoria (e di coinvolgimento nell’affaire Finemeccanica) l’ho incontrata. Ecco cosa mi ha raccontato.

Siamo qui per parlare del suo trionfo. Ma impazza la polemica che la vede coinvolta, insieme a suo marito, nell’affaire Finmeccanica. Cosa succede?

«Prima di essere uno chef, sono avvocato. Ho vissuto in India e ho avuto contatti con uno studio accreditato presso l’ambasciata italiana. Abbiamo creato un desk di collaborazione. Non sono indagata, se loro hanno fatto qualcosa di rilevanza penale non lo so e non mi interessa. Mio marito ha un profilo professionale più basso rispetto alle questioni di cui si sta parlando. Non è a un livello abbastanza alto per saperne qualcosa, direi per fortuna».

Le puntate del programma sono state registrate mesi fa. Dunque lei sapeva che avrebbe vinto. Come ha fatto a mantenere il segreto?

«È stata dura, l’ho preso come un segreto professionale. Ho usato questo tempo per elaborare e prepararmi a tutto quello che di nuovo e bello mi aspetta. Un po’ come funziona per la gravidanza».

Cosa spinge un avvocato a provare Masterchef?

«Forse non è socialmente normale. Ma una mia nipote me ne ha parlato, convinta che se avessi partecipato avrei potuto vincere. Ho iniziato a guardarlo e ne son diventata fan come lo ero a 15 anni dei Duran Duran. Quando mi hanno presa mi sono buttata. Ho 42 anni, crisi di mezza età, ho detto a mio marito: “o l’amante o Masterchef».

Lei è un avvocato affermato. Cosa risponde a chi trova ingiusta una vincita da 100 mila euro per lei che sta già bene?

«Questo è un talent, non un’asta di beneficenza. Ho origini umili, mio padre era impiegato statale e mia mamma casalinga. Quello che ho me lo sono guadagnata e soprattutto mi ricordo com’era quando non lo possedevo. Dunque non mi sento in colpa».

Il suo ingrediente per il successo è stata la determinazione?

«Ho dimostrato di avere tenacia e talento, insieme. Non so fare molte cose: guido da ritiro patente, canto come un’oca strangolata, a tal punto che non canto nemmeno le ninna-nanne a mia figlia. Sul mio talento culinario puntavo tanto. È stata una gara con me stessa, per questo ho avuto maggiore determinazione degli altri».

Rivedendosi nelle registrazioni ha notato cose che non aveva visto durante lo svolgimento del programma?

«Ad esempio, non mi ero mai resa conto che Maurizio sudasse. Ho molto osservato gli altri che dal vivo, con lo stress della gara, mi erano un po’ sfuggiti. Non mi ero nemmeno accorta che Paola e Marika parlassero male di me. Comunque ho avuto degni avversari, a partire da Maurizio e Andrea».

Cosa le è mancato?

«Sicuramente sono debole sull’impiattamento. Io ho sempre cucinato porzioni abbondanti, da casa».

Torna a fare l’avvocato o apre il ristorante del primo bacio tra lei e suo marito, come sogna?

«Non me lo vogliono vendere. Comunque non sono una professionista e ci vuole modestia in un periodo così difficile, anche per la ristorazione. Mi ci vorrebbero ulteriori studio e applicazione per affrontare una scelta del genere».

Ma di che ristorante si tratta?

«Non me lo vogliono vendere e io mica gli faccio pubblicità, comunque non dico come si chiama, ma sta a Roma nord. Ci sono molto affezionata».

Nel caso riuscisse nell’impresa, chi vorrebbe in cucina dei concorrenti di questa edizione?

«I giovani. Penso ad Agnese o a Giorgio, il siciliano. Ho una predilezione per i giovani».

Progetti per il futuro ancora fumosi, quindi?

«Ho scoperto che mi piace anche fare televisione. Vedremo».

E il suo libro?

«Manca pochissimo. Il titolo è: “Avvocato in cucina“. Uscirà certamente prima dell’estate. Ci ho messo dentro la parte migliore di me. Lo adoro e non importa quante copie venderanno. Per me è come fosse il mio bambino».

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